Dal territorio vissuto al territorio raccontato: Librandi porta a Vinitaly la voce della Calabria che innova e custodisce

Ricerca, sostenibilità e antichi saperi per un racconto autentico del vino calabrese.
Padiglione Calabria (Pad. 12 Stand D4
Anche quest’anno, in occasione di Vinitaly 2025, Librandi, interprete di riferimento della viticoltura calabrese e realtà familiare con oltre settant’anni di storia a Cirò Marina, torna nel Padiglione Calabria (Pad. 12 Stand D4) con un messaggio forte e chiaro: il futuro del vino passa dalla conoscenza profonda della terra in cui nasce. Un territorio, quello calabrese, che l’azienda di Cirò Marina interpreta da oltre tre generazioni con uno sguardo visionario, senza mai perdere il contatto con le proprie radici.
Un impegno solido e coerente, quello dei Librandi, che si traduce non solo nella valorizzazione del Gaglioppo e degli altri vitigni autoctoni, ma anche in un percorso pluridecennale di ricerca, sostenibilità e apertura culturale. Un percorso che non nasce oggi, ma affonda le sue radici in decenni di studio, visione e scelte lungimiranti. Fin dagli anni Novanta, l’azienda ha investito in modo pionieristico nella ricerca vitivinicola, avviando studi su ampia scala per valorizzare il patrimonio ampelografico calabrese. Il giardino varietale della Tenuta Rosaneti, con oltre 2.800 viti disposte a spirale e 77 varietà risultate uniche al mondo, ne è oggi l’emblema più riconoscibile. Allo stesso tempo, la sostenibilità è diventata negli anni un pilastro della visione aziendale: dalla pubblicazione annuale del Bilancio di Sostenibilità, che documenta in modo trasparente azioni e risultati, alla certificazione Equalitas, fino ai progetti di tutela della biodiversità come Biopass, alle pratiche agronomiche rigenerative e all’attenzione quotidiana al paesaggio e alla gestione responsabile delle risorse naturali. Un approccio coerente, profondo e continuamente evolutivo, che traduce in pratica il rispetto per la terra e per il futuro.

È in questo solco che si inserisce l’evento svoltosi sabato 29 marzo alla Tenuta Rosaneti, insieme al GAL Kroton, il Museo d’Impresa ViTeS e la rete SudHeritage.
Intitolato “In vigna si torna al futuro: idee dal museo d’impresa”, il convegno è stato un’occasione per riflettere sul valore dei saperi antichi nel rispondere alle sfide del cambiamento climatico e della sostenibilità ambientale. Pratiche come la potatura tradizionale, i sovesci naturali, l’innesto in campo e la corretta regimazione delle acque si rivelano oggi strumenti essenziali per un’agricoltura rigenerativa e consapevole. Il tutto affiancato da un monitoraggio costante della salubrità dei suoli e da un ritorno alla manualità che valorizza la “filosofia” dei vecchi attrezzi, in un dialogo concreto tra passato e futuro.
Al centro del dibattito – che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Paolo Librandi, Marta Donna (SATA Studio Agronomico), Davide De Santis (team agronomico Librandi) e Florindo Rubbettino (SudHeritage) – è stato anche il giardino varietale creato dall’azienda nel 2003, un patrimonio genetico e culturale che, oggi più che mai, rappresenta una risorsa straordinaria per affrontare le sfide climatiche e rilanciare l’identità vitivinicola calabrese.
“Il nostro modo di fare vino è sempre stato un atto di responsabilità verso la terra che abitiamo – dichiara Paolo Librandi – Crediamo che la ricerca non debba mai essere disgiunta dalla memoria, e che solo partendo dalla conoscenza profonda delle pratiche tradizionali si possa immaginare un futuro davvero sostenibile. Vinitaly è per noi l’occasione per ribadire questo impegno e raccontare la Calabria con uno sguardo sincero, dinamico, contemporaneo”.
Dalla ricerca scientifica alla cultura d’impresa, dalla conservazione della biodiversità alla diffusione dei saperi: Librandi conferma anche nel 2025 il suo ruolo di capofila del rinnovamento enologico calabrese. E lo fa partendo da casa propria, tra vigne, persone, e un paesaggio che continua a insegnare ogni giorno cosa significhi davvero prendersi cura del tempo che verrà.
LIBRANDI
Da tre generazioni la famiglia Librandi è protagonista della vitivinicoltura calabrese. Le Tenute di proprietà della famiglia contano complessivamente circa 350 ettari, dei quali 232 vitati, 80 a uliveto e i restanti boschivi. Le sei tenute della famiglia Librandi sono: Rosaneti (il cuore pulsante dell’azienda), Arcidiaconato, Ponta, Pittaffo, San Biase e Brisi. Qui il lavoro va a concentrarsi soprattutto su vitigni autoctoni della zona. L’azienda è da sempre a gestione esclusivamente familiare: guidata fino al 2012 dai fratelli fondatori Antonio e Nicodemo Librandi, oggi, l’azienda è condotta da Raffaele, Paolo, Francesco e Teresa Librandi.